Una vecchia storia, la stessa, sempre nuova, prima non eravamo, e adesso...sì.
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Appendice ventiduesima ovvero Blogosfera e Blogorrea.
Ogni decisione che prendiamo ha un costo morale (Spielberg?)
A Natale si è tutti più buoni. Non io che sono uno di quelli che abolirebbero le feste di questo tipo dal calendario (e infatti non prenderò nemmeno un giorno di ferie). Qualche riflessione però mi è venuta lo stesso proprio passeggiando per la città e l’argomento era: il mio ombelico e cioè il mio rapporto con i blog miei e altrui. La storia inizia l’anno scorso. Grazie ad Ivan ci affacciamo a questa nuova opportunità di comunicazione tra internauti che ci viene offerta (prima, in tempi diversi facevamo parte, con lui e lui, di un gruppo yahoo di adepti di MV). Diamo un’occhiata ai vari blog di qualche interesse che troviamo in giro (il numero allora era molto più circoscritto) e devo dire che quasi nessuno di quelli che sbirciavo allora mi metteva voglia di bloggare a mia volta. Mi era sufficiente leggere e raramente commentare (con grande circospezione…netiquette oblige). L’effetto sorpresa passa ma la curiosità di avere a che fare con i blog no. Il primo a lanciarsi è LUI. E noi tre, per commentare prima siamo costretti a loggarci e poi per caso, per impeto o per incoscienza ci scegliamo un angolino della blogosfera dove dire le nostre cose. Il mio di angolino “fotografa” piccoli spunti presi da canzoni, libri, film, opere d’arte che mi hanno impressionato e che riprendo con punti di vista ristretti e personali. Mi si dice che le mie cose sono incommentabili, e forse è vero. Passa un po’ di tempo e cambio piattaforma per dire cose diverse, spunti “saggistici” e altra robina che in parte riflette i miei studi eclettici e fuori sesto. Poi venne fuori un blog joyciano, un altro nicodemitico, un altro su cose mie che scrivevo per uso personale, un altro (a quattro mani) sulla pittura manierista, ecc. ecc, fino ad arrivare a quelli attuali (erounaltro, stazione, immaginette, lateoriadellabbraccio e quelli ancora in forma di progetto). Nonostante le pressioni di qualcuno , ridurre l’impeto blogorroico in un solo blog generalista sarebbe per me oltremodo difficile, chè raramente quello che scrivo è attuale e le varie anime che convivono in questo individuo proteiforme verrebbero a collidere. Allora meglio così. Decido io dove postare (qualche volta ho chiesto anche ospitalità, in forma anonima…) e cosa scrivere e perchè. Mi dispiace per quelli che si perdono qualcosa e mi dispiace anche per me, ma mi piace troppo correre e cercherò sempre di evitare di farmi acchiappare. A presto...