Ero un altro, prima

Una vecchia storia, la stessa, sempre nuova, prima non eravamo, e adesso...sì.

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mercoledì, 28 dicembre 2005

Appendice ventitre-seconda parte

Sento arrivederci e già penso addio (perturbazione)

Sono strabico (ma non anestetizzato, pseudocit.). Guardo a Nord e a Sud (come Giano) contemporaneamente. Percepisco l’oggi e penso a ieri, penso a ieri e non posso fare a meno di guardare all’oggi e pensare, in anticipo di troppo tempo, a quello che accadrà. Forse era una digressione, boh. Comunque il fatto è che nel definire radioheadiano l’ultimo dei Sigur Ros e nel trovare spunti sigurrossiani nell’ultimo Coldplay, ad esempio nel finale di Fix you (si quadrerebbe il cerchio nell’ ascoltare un nuovo disco coldplayano dei Radiohead), non faccio altro che dare ascolto a quello che già si trova nella mia testa senza riuscire a discriminare il già sentito che si è sedimentato con gli anni o con i mesi. E così nel pensare che il disco dei CYHSY non è altro che Little Creatures n.2 (anche se so che qualcuno non sarà d’accordo), o nel pensare che questo cantautore americano qui non è altro che l’ultimo emulo di Nick Drake, o ancora nell’ascoltare l’ultimo bellissimo cd di Laura Veirs e ritenere che sia il disco più bello di Suzanne Vega dai tempi di 99,9°F o che gli Audio2 abbiano continuato l’opera di Battisti-Mogol dopo Una giornata uggiosa e così ad libitum. Nello stabilire coordinate che ci aiutino nella comprensione del presente annulliamo l’ingenuità di chi prova per la prima volta quella sensazione specifica. Cominciato a leggere il nuovo must letterario nel campo del fantasy (Jonathan Strange & il sig.Norrell di Susanna Clarke, oltre 800 pag. di roba, copertina bianca) non si può fare a meno di pensare ad altri maghi della letteratura (HP in primis) anche se il libro in questione, ambientato nell’800, ha come caratteristica essenziale quella di essere superbamente inattuale e soprattutto possedere quantità industriali di quello humour britannico che può piacere o no ma è un condimento saporitissimo per chi vuole stabilire una discreta distanza tra la propria persona e l’argomento della sua lettura. C’è una maniera di salvarsi da tutto ciò? Si può recuperare una puntina di ingenuo piacere della lettura o dell’ascolto? Posso solo dirvi come mi traggo fuori d’impaccio io, niente altro…(continua)

Postato da: FMP a 07:34 | link | |


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