Ero un altro, prima

Una vecchia storia, la stessa, sempre nuova, prima non eravamo, e adesso...sì.

Eccomi

Blogger: FMP

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

giovedì, 29 dicembre 2005

Appendice ventitre-terza parte

When you sing, when you sing
The stars fill up my eyes
Galaxies pour down my cheeks
Galaxies…they flood the street
Galaxies(L.Veirs)

Camminando verso l’ufficio, come di consueto, ho analizzato tutti gli aspetti del post da scrivere ma, sarà l’età, ho dimenticato quasi tutto e andrò a braccio al solito. Come salvarsi, si diceva, da questa massa di roba già sentita, vista e digerita, allora? Ognuno ha i suoi metodi, io resisto con i miei mezzi. Il trucco sta nel farsi prendere di sorpresa…facile a dirsi ma quando ascolti o leggi qualcosa che sa abbondantemente di scopiazzato che si fa? Ecco io trovo, anche nei libri più triti e risaputi, quei piccoli aspetti nascosti, quegli angolini non spazzati, quelle stanze segrete all’interno delle quali si trovano piccoli tesori. A volte tutto si riassume in una frase o in una pagina, altre volte i passaggi che sento miei sono più lunghi. Questo espediente è quello che stava alla base del mio primo blog (che indipendentemente dal fatto che parlava di film, canzoni, libri, quadri ecc. era quindi molto autobiografico) nel quale le “piccole istantanee” non erano altro che punti di vista marginali, nascosti, aberranti di cose più o meno ben note. Quello che mi piace trovare è appunto il passaggio inessenziale, dove per me si cela l’essenza e il succo della storia. In un romanzo cerco di trovare la storia nella storia, quel romanzo minimo che si nasconde nell’altro più grande. In un testo non romanzesco mi colpisce proprio la casualità incongrua di certi personaggi o spunti romanzati, dove non ce ne sarebbe bisogno. E così, allo stesso modo, non riesco a fare una cosa alla volta, in maniera organica e metodica; devo affastellare tanta roba, cose diverse per cercare di essere sorpreso dai legami, dai fili rossi inattesi che vengono fuori. Tutto ciò comporta rinunce e spesso fughe improvvise ché mi passa a volte la voglia di approfondire ulteriormente, una volta trovato l’aspetto che mi colpisce. E’ solo così però che faccio le scoperte che mi consentono di mantenere un forte interesse (anche se momentaneo) per quello che mi circonda. Che poi è il discorso che si faceva qualche giorno fa sulla importanza di correre veloci per non farsi prendere. Io sono così. Non è un bel vivere a volte. Ma non ne conosco altri.

Postato da: FMP a 07:08 | link | |


Commenti

Ultimi Commenti

Archivio

oggi
settembre 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005

Foto Recenti